I ricercatori dell’Istituto di tecnologia di Karlsruhe (KIT) hanno sviluppato un nuovo metodo per convertire energia elettrica rinnovabile in metano, in abbinamento ad un impianto a biogas.

Il nuovo tipo di convertitore (alloggiato all’interno di un container standard) può essere utilizzato come sistema per immagazzinare l’eccesso di offerta di energia eolica e solare, quando la rete elettrica non è in grado di assorbirla.

“Dopo il processo di metanizzazione tradizionale, abbiamo sviluppato un nuovo tipo di reattore”, ha detto Siegfried Bajohr, il leader del nuovo progetto, in un comunicato stampa. Il concetto è quello di trattare con idrogeno i prodotti residui della gassificazione della biomassa, anidride carbonica e monossido di carbonio, utilizzando un catalizzatore di nichel per produrre metano e acqua. La catalisi è realizzata in un “catalizzatore a nido d’ape”, analogo ai catalizzatori delle automobili, che sono “caratterizzati da una elevata conducibilità termica e robustezza meccanica.”

In combinazione ad un impianto di produzione di energia elettrica mediante impianti eolici o fotovoltaici, questo impianto mobile può utilizzare parte di quell’energia per la produzione di idrogeno, per elettrolisi. Ciò significa che quasi tutto il carbonio ricavato dalla biomassa può essere utilizzato, e il biometano prodotto dall’impianto a biomasse può raddoppiare. Anche il calore di scarto generato dal catalizzatore può essere utilizzato.

Questa soluzione porterebbe ad un possibile collegamento intelligente fra reti elettriche e reti del gas. Usando l’energia rinnovabile per trasformare i gas residui del digestore in metano, e la successiva immissione del metano nella rete esistente del gas, parte dell’energia elettrica rinnovabile non andrebbe sprecata come invece accade in assenza di altra forma di stoccaggio. Il biometano, in questo modo, diventa come un accumulatore di energia. Tale gas può essere inviato sulle grandi reti europee, dove potrà essere utilizzato da qualsiasi utente finale o per la produzione di energia elettrica nelle stesse centrali elettriche funzionanti a gas naturale.

L’impianto pilota, noto come DemoSNG, è stato già testato e sarà installato a Köping, in Svezia, dove sarà connesso ad un impianto di gassificazione di biomassa che utilizza residui di legno. 

Secondo l’EBA (European Biogas Association) esistono già 14.500 impianti di biogas nella sola Europa, e questo numero è in aumento. Le piccole dimensioni e la modularità di questa idea la rendono adatta anche a piccole strutture che a loro volta possono essere abbinate a piccoli impianti eolici o fotovoltaici per aumentare la produzione di biometano.